RIFLESSIONE #1
Prima ho chiuso gli occhi per venti minuti circa, anzi quali circa, esatti. Ho spetto l'interruttore visivo perché per oggi ne avevo avuto abbastanza. Ore passate (sprecate?) su un libro di un certo DOMINICK SALVATORE (che cazzo di nome è?) che mi parla (ci parla, visto che è indirizzato a tutti voi apprendisti scienzati politici, ehi, complimentoni, bel modo di buttare al cesso la vosta meglio gioventù !), piccole chiacchiere casalinghe sul PIANO SOSTA PARCHEGGI e come anche questi bravi padri di famiglia ci vogliono fottere i soldini, telefonata mattutina di S. che anche lei è futura scienziata politica e cercava aiuto (aiuto che arriverà dopodomani)...insomma tutto nella norma. Momento top: Joseph Arthur vs. Dominck Salvatore. Comunque, è stato bello perché dove sono io, in questa strada anomala senza fine in questa città anonima senza senso (ahimè letteralmente), se lasci la finestra aperta può sembrare davvero di essere dovunque, da Montreal a Beirut (bombardieri permettendo) a V.lla Borghese passando per Marte e Oslo. Arriva solo un rumore indistinto di sottofondo a cui ormai sono abituato, al punto che qualunque voce umana che sopraggiunge mi risulta sorprendente, anche se sono sempre le stesse tre persone - quindi c'è poco da sorprendersi. C'è una tale discrepanza tra il suono silenzio rumore che arriva e il paesaggio, che a volte non so se possano essere definiti paesaggio quei mille palazzi grigi (grigi dentro, che poi sono gialli, marroni, verdi, tutte tonalità di merda per carità!), che sembra che abbiano azzerato il volume alla cittadinafantasma. O meglio, che abbiano sbagliato doppiaggio. Cristo lassù, se volevi essere simpatico, ci sei riuscito in parte.
Non so cosa ne penserebbe Dominck Salvatore del suono silenzio rumore che tanto mi fa sballare/sognare, ma suppongo sia più interessato alla scatola di Edgeworth e a fare disquisizioni sulle maquiladoras (mentre la gente ci muore dentro).
(e no, non so se D.S. sia ancora vivo.)
(scritta oggi di blocco)